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I raggi UV e i danni arrecati agli occhi

Trend04/05/2018

Ecco tutto ciò che si deve sapere. Per acquistare le lenti giuste!

Sapevate che le radiazioni UV sono presenti sempre, anche nelle giornate nuvolose? Che fino a 16 anni il cristallino dei bambini e dei ragazzi non esercita azione filtrante? Che di tutte le radiazioni cui siamo esposti entro i 60 anni, oltre la metà viene recepita entro i primi 20 anni di vita? I raggi solari non sono un pericolo solo per la pelle, se assorbiti senza la dovuta protezione, ma altresì per gli occhi.

IAPB Italia onlus (Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità) segnala che l’eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti del sole, in assenza di adeguata protezione, è tanto dannosa a livello oculare quanto lo è per la pelle, se non persino di più. Chiariamo un punto fondamentale sui benefici del sole: i raggi solari stimolano la vitamina D, che è fondamentale per la calcificazione delle ossa, svolgono un’azione benefica in senso antidepressivo e antifiammatorio, contribuiscono al benessere di pelle, unghie e capelli ma… c’è un ma! Esposizioni prolungate e soprattutto senza protezione, sia agli occhi sia alla pelle, rendono i benefici dannosi. Ribaltano l’effetto positive. Ad esempio, la cute troppo esposta subisce il rischio di invecchiamento precoce, di tumore della pelle, mentre gli occhi possono essere soggetti a fotocheratiti o congiuntiviti che potrebbero agevolare l’insorgenza di patologie più serie come la cataratta. Le radiazioni UV sono fredde, non le si sente. Ma agiscono comunque.

Il 40% di esse ci colpisce anche se non ci troviamo in pieno sole: penetrano attraverso le nuvole, aumentano con l’altitudine, vengono riflesse dalla neve fino al 90% e per il 16% circa dalla sabbia marina: in tal modo le radiazioni riflesse si sommano a quelle del sole, aumentando il rischio per l’occhio. E la gravità del danno aumenta con il tempo di esposizione.

È bene inoltre non fissare il sole senza adeguate protezioni: l’osservazione diretta produce un flusso di irradiazione 100.000 volte superiore a quella normale! I bambini vanno oltremodo protetti perché trascorrono molte ore in spazi aperti e il loro cristallino è naturalmente chiaro e trasparente fino a 16 anni, per cui non esercita azione filtrante. Gli occhi dei bambini vanno protetti in modo adeguato.

Non tutte le soluzioni presenti sul mercato assorbono completamente i raggi UV e la ragione può essere ritrovata nelle normative oggi vigenti che non sono uguali per lenti da sole e lenti oftalmiche. Lo standard per la produzione mondiale dei filtri solari segue la normativa australiana, che è quella raccomandata dall'OMS che pone come livello di protezione 400nm, mentre le lenti oftalmiche seguono le normative ISO dove il livello di protezione degli UV è definito a 380nm.

Le lenti oftalmiche indice 1.5 forniscono un livello di protezione dagli UV pari a 355nm, quindi ben al di sotto del valore dichiarato dalla normativa ISO; mentre altri materiali come il policarbonato arrivano ad avere un livello di protezione a 380nm, gli altri indici assorbono circa 400nm. Circa il 70% dei portatori di lenti da vista italiani oggi risulta non adeguatamente protetto. Ecco perché Zeiss ha ritenuto importante arrivare a offrire una protezione fino a 400 nm. Inoltre, Zeiss estende la tecnologia UV Protect anche alle lenti da vista chiare. Un vero e proprio substrato invisibile che assorbe l’intero spettro dannoso e garantisce una protezione completa e che verrà applicato da aprile su lenti in materiale organico, sia chiare sia vista-sole.

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